Ars, taglio agli stipendi dei deputati

Di Redazione Giornalisti del 23 Luglio 2010 12:30 | Pagina visualizzata 55 volte

Regione

Taglio del 10 per cento delle indennità dei parlamentari, riduzione delle auto blu, giro di vite su congedi e missioni e blocco delle assunzioni. Parte da qui la stretta dei costi varata dal Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana che ha deliberato una serie di tagli per contenere la spesa. Si comincia dai 90 deputati, la cui indennità viene ridotta del 10 per cento netto. Riduzione anche di auto blu, da 14 a 12 e non saranno più assegnate ai presidenti di commissione e ai vice segretari generali, ma soltanto al presidente, ai componenti del Consiglio di Presidenza dell'Ars e al segretario generale. Sul fronte congedi verrà raddoppiata la sanzione prevista nel caso di assenza dei deputati in riferimento a ogni seduta d'aula, da 129 euro a 258 euro; mentre sotto il profilo delle missioni saranno eliminati i rimborsi spese per i viaggi in Italia. Prevista, inoltre, la soppressione di due direzioni e l'introduzione della figura del segretario generale aggiunto. Si tratta di Paolo Modica, attuale capo di gabinetto del presidente Cascio, che affiancherà l'attuale segretario generale, Giovanni Tomasello. Ma senza aggiunta di indennità, precisa Cascio, il quale valuta positivamente il giro di vita deciso dal suo ufficio per ridurre i costi della politica e gli sprechi. In aggiunta il consiglio di Presidenza dell'Ars ha firmato all'unanimità un disegno di legge, che sarà portato in Aula a settembre, con il quale si prevede che, coloro che andranno in pensione grazie alla Legge 104, subiranno una decurtazione del trattamento pensionistico in misura del 15 per cento. Inoltre, nel caso in cui assumano incarichi pubblici retribuiti non potranno cumulare la pensione con gli emolumenti derivanti dall'incarico stesso. Appena ieri, ricordiamo, il presidente della Regione, Lombardo, aveva chiesto ai suoi assessori di tagliare le consulenze esterne inutili. E sulla vicenda si registra una interrogazione dei deputati Pd, Lupo e Di Benedetto con la quale chiedono di sapere se il governo abbia dato attuazione alle norme previste per il contenimento della spesa, che prevede per i contratti di consulenza la pubblicazione sul sito istituzionale il curriculum vitae, l'oggetto dell'incarico e il relativo compenso. La mancata pubblicazione di questi dati non dà valore alla consulenza e determina un danno erariale.

 

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