Ato Rifiuti, dimissioni Truglio: effetto domino

Di Redazione Giornalisti del 04 Marzo 2010 17:44 | Pagina visualizzata 100 volte

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Effetto domino. Le dimissioni ufficializzate ieri dall’amministratore unico dell’Ato Rifiuti Gesa Ag2, Francesco Truglio, aprono, com’era ampiamente prevedibile, un vero e proprio scontro al calor bianco. Oggi lascia la carica di componente dell’Assemblea di controllo intercomunale dei soci, Calogero Firetto, sindaco di Porto Empedocle, uno dei comuni più virtuosi e puntuali nel pagamento delle spettanze. Avevo accettato l’incarico con la volontà di garantire una svolta manageriale nella gestione della società, scrive Firetto, attraverso anche l’utilizzo di professionalità che, in altri contesti, avevano raggiunto risultati particolarmente apprezzati. Firetto precisa che il suo comune si è adoperato tempestivamente a trasmettere all’Ato gli atti necessari per la predisposizione del nuovo bando di gara per l’assegnazione del nuovo appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ma le dimissioni di Truglio, conclude, rallentano l’iter di approvazione del bando, con la deprecabile conseguenza che si andrà ad una proroga del contratto esistente, contro la quale, conclude Firetto, mi ero espresso nell’assemblea dei soci del 16 febbraio scorso. Dunque, si spacca il fronte dei sindaci che fanno parte dell’Ato Gesa, come lo stesso Truglio ha sottolineato nella sua lettera di dimissioni. Oggi tuona il sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, che accusa Zambuto e D’Orsi di scorrettezza per avere chiesto le dimissioni all’insaputa di altri sindaci. Petrotto va oltre ed elogia l’attività di Truglio improntata, sostiene, alla soluzione dei problemi. Vorremmo capire cosa è successo e quali soluzioni adottare, si chiede Petrotto. E nei giorni scorsi erano stati i sindaci di Favara, Casteltermini, S. Giovanni Gemini e Sant’Angelo Muxaro a dissociarsi dalle richieste di D’Orsi e Zambuto. E non si escludono altri colpi di scena in vista dell’assemblea dei soci convocata per l’11 marzo. E intanto l’assessore regionale all’Energia, Pier Carmelo Russo, lancia l’allarme sul possibile collasso finanziario a cui andrebbero incontro i comuni siciliani a causa dell’inefficienza del sistema dello smaltimento dei rifiuti. Per Russo la questione sta nel disequilibrio economico dei consorzi che li pone al di fuori delle regole di mercato. La riforma presentata all’Ars, conclude, ha come obiettivo quello di mettere ordine nel sistema dei rifiuti riducendo gli Ato da 27 a nove, uno per ogni provincia.

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