D'orsi: non sono ricattabile.

Di Redazione Giornalisti del 28 Luglio 2010 18:52 | Pagina visualizzata 56 volte

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Chi ricatta Eugenio D’Orsi? Chi detta diktat al presidente della Provincia di Agrigento? Chi vuole condizionarlo nella formazione del suo secondo esecutivo? Interrogativi d’obbligo alla luce della sua lettera–sfogo di oggi, nella quale emerge un D’Orsi solo apparentemente stanco e sfiduciato, ma pronto, dopo un periodo di riposo, come scrive, alla battaglia. A questo punto del D’Orsi – bis, quasi certamente, si parlerà a settembre, alla ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva. Non sono ricattabile, né accetterò imposizioni o diktat che potrebbero crearmi condizioni di un prospero futuro politico. E’ questo un passo della lunga lettera di D’Orsi che comincia con una confessione: quella di essere un timoroso di Dio e di rispettare gli altri. Sentimenti, aggiunge, che ho cercato di trasferire anche nella politica e nell’attività di amministratore dell’ente provincia. E precisa di avere assunto, con la sua elezione, un impegno diretto con la gente, impegno che, prosegue, intende mantenere fino al termine del mandato, al di là del futuro politico che, inevitabilmente, decreterà il “de profundis” con i partiti. Ho accettato di essere il Presidente della gente, afferma ancora, colui il quale porterà l’aeroporto ad Agrigento, che ha risanato le casse provinciali eliminando sprechi e snellendo la macchina burocratica dell’Ente, che sistemerà strade e scuole e che aprirà un nuovo modo di concepire la politica e i politici. Una vera e propria rivoluzione culturale e politica. Molte volte, confida, sono stato lasciato solo ad affrontare situazioni e tranelli costruiti artatamente per delegittimare la mia azione amministrativa. Strumentalizzazioni, tradimenti, agguati sono costantemente dietro alla mia porta, pronti ad abbattermi. E poi l’annuncio: quando l’atmosfera sarà più propizia, uscirò dal guscio in cui mi isolerò, per riflettere, osservare e decidere. Costruirò con le persone più disposte e disponibili un nuovo, forte impulso al già avviato cambiamento del nostro territorio. Infine i saluti particolari: nel salutare alcuni giornalisti, alcuni politici, molti faccendieri, molti falsi amici e in ultimo gli agricoltori di Licata, che il sostegno della gente per bene non manchi mai e mi consenta di superare le enormi difficoltà che abbiamo di fronte, fermamente convinto che “Insieme si vince”.

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