Mafia, i Ros: stop alle indagini su Matteo Messina Denaro

Di Redazione Giornalisti del 01 Agosto 2012 16:59 | Pagina visualizzata 254 volte

I carabinieri del Ros, il raggruppamento operativo speciale dell'Arma, hanno deciso di abbandonare le ricerche del super latitante di Cosa nostra Matteo Messina Denaro: nel giro di un mese, i 40 uomini della "Prima sezione", quella che vent'anni fa era comandata dal capitano Ultimo, lasceranno Palermo per tornare a Roma. Una decisione che arriva dopo settimane di polemiche e di scontri all’interno della Dda di Palermo. E’ stata iil procuratore aggiunto, Teresa Principato, che coordina le ricerche di Messina Denaro, a denunciare che le indagini del Ros sul super latitante trapanese sarebbero state "stoppate" da un blitz della polizia, coordinato da altri pm della Procura e avallato dal capo dell'ufficio, Francesco Messineo, che a giugno ha portato all’arresto di alcuni boss agrigentini. Nell’operazione, Nuova Cupola, finì in manette Leo Sutera, di Sambuca di Sicilia, storico esponente mafioso, da due anni intercettato dai carabinieri. Qualche mese fa, gli 007 avevano addirittura trovato le tracce di un pizzino scritto da Messina Denaro a Sutera. Più di recente, il Ros aveva intercettato Sutera a colloquio con un suo uomo, che raccontava di un incontro col super latitante. Erano seguiti lunghissimi pedinamenti in campagna: per spiare i summit fra Leo Sutera e alcuni boss trapanesi e palermitani era stato messo in campo persino un aereo spia, il "Predator", fiore all'occhiello dell'Aeronautica militare. Ecco perché Teresa Principato e i suoi sostituti, Marzia Sabella e Paolo Guido, avevano chiesto con insistenza a Messineo di rinviare il blitz della polizia, che avrebbe decapitato la cosca di Sutera. Ma l'operazione, con 49 arresti, è scattata comunque, il 26 giugno. Finito Sutera in cella, la Principato ha scritto una email di fuoco ai colleghi. E la risposta di Messineo è stata altrettanto pesante: secondo il procuratore, la pista del Ros sarebbe stata troppo generica. Così, fra riunioni infuocate e carteggi protocollati, le polemiche in Procura sul caso Messina Denaro non si sono ancora placate. In questo clima di veleni, il Ros ha deciso di tirarsi fuori e ha comunicato ufficialmente la scelta di richiamare i suoi cacciatori di latitanti, per cui era previsto un budget di spesa di quasi un milione di euro all'anno. Così il nuovo comandante del Ros, il generale Mario Parente, è arrivato a Palermo per un colloquio ufficiale di due ore con il procuratore Messineo. E la decisione è stata ufficializzata.


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