Operazione Discovery: la Dda chiede il processo 8 presunti boss agrigentini.
Di Redazione Giornalisti del 03 Febbraio 2012 18:36 | Pagina visualizzata 155 volte
Dodici delitti, sei tentati omicidi, otto imputati. Ecco le cifre di un pezzo di storia criminale con teatro la provincia di Agrigento. Un periodo segnato dalla cruenta guerra di mafia che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta fece centinaia di morti ammazzati. Una lunghissima scia di sangue che attraversò in lungo e in largo l’intero territorio agrigentino. Una guerra tra Cosa Nostra e Stidda sulla quale lo Stato tiene ancora accesi i riflettori. Anche avvalendosi di collaboratori di giustizia. Come Maurizio Di Gati, ex barbiere di Racalmuto, per un breve periodo a capo di Cosa nostra agrigentina, che ai magistrati della Dda di Palermo ha fatto nomi e cognomi di mandanti e killer di ben 12 delitti e sei tentati omicidi. Oggi la conclusione dell’inchiesta denominata Discovery che ha portato i Pm antimafia a chiedere il rinvio a giudizio di 8 persone, ritenute appartenenti a Cosa Nostra e responsabili degli episodi di sangue. E così il prossimo 17 febbraio, dinanzi al Gup del Tribunale di Palermo, Giovanni Francolini, compariranno vecchi e noti esponenti della mafia agrigentina: Salvatore Fragapane e Giuseppe Fanara, di Sant’Elisabetta; Calogero Salvatore Castronovo di Agrigento; Josef Focoso di Realmonte, Pasquale Fanara di Favara; Maurizio Di Gati, di Racalmuto; Alfonso Falzone e Giulio Albanese, di Porto Empedocle, gli ultimi tre collaboratori di giustizia. A loro, come detto, vengono contestati sei omicidi. Quelli di Giovanni Iacono, avvenuto a Raffadali il 10 maggio 1995, du Antonio Ferro, sempre a Raffadali, 21 novembre 1995, Gioacchino Alaimo, compiuto in Belgio il primo novembre 1994, di Calogero Palumbo Piccionello, Favara, 28 maggio 2004, Giuseppe Pappalardo, Grotte, 6 agosto 2004, Carmelo Allegro e Giovannio Lombardo, uccisi ad Agrigento il 2 maggio del 1991, di Diego Ingaglio e Calogero Agnello, massacrati a Naro ne 1991. E ancora i delitti di Francesco Agrò, Favara, giugno 1992, Salvatore Tuttolomondo e Giovanni Alaimo, uccisi a Raffadali il 23 novembre 98. I tentati omicidi sono quelli ai danni di Giovanni Borsellino, Salvatore Salemi, Pietro Mancuso, Calogero Montante, Pietro Ingaglio e Antonio Ingaglio.

