Ospedale S. Giovanni di Dio, indagate 22 persone

Di Redazione Giornalisti del 05 Marzo 2009 13:46 | Pagina visualizzata 156 volte

L'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento entra nella cosiddetta lista nera di strutture realizzate con calcestruzzo di scarsa qualità. E così dopo il Sant’Elia di Caltanissetta e il Tribunale di Gela il nosocomio agrigentino risulta al centro delle indagini da parte della magistratura che da tempo ha avviato un’inchiesta. Oggi l’annuncio ufficiale secondo cui la Procura ha emesso 22 avvisi di garanzia nei confronti di manager, imprenditori, tecnici e direttori di lavori impegnati nella realizzazione dell'ospedale. I reati ipotizzati sono abuso d'ufficio, truffa e associazione a delinquere. Le indagini sono condotte dalla Guardia di finanza e sono state avviate circa cinque anni fa. L'utilizzo di calcestruzzo di scarsa qualità sarebbe stato già accertato dai consulenti nominati dalla procura. I periti nominati dalla Procura stanno anche valutando l'agibilità della struttura, con 400 posti letto, che potrebbe essere chiusa per motivi precauzionali. Dunque, a meno di dieci anni dall’inaugurazione del nuovo ospedale, per la costruzione del quale sono stati necessari quasi 20 anni, tra ritardi e intoppi, il San Giovanni di Dio rischia di chiudere. Una struttura, per molti, già nata vecchia, tecnologicamente già superata e soprattutto oltre dimensionata. Nel giorno dell’inaugurazione già erano visibili i pavimenti mal ridotti con "crepe" ovunque. Adesso sembra che il lavoro di verifica dei consulenti della Procura, docenti di ingegneria di Palermo, abbia dato i suoi frutti con la carenza di cemento usato nella realizzazione. L’inchiesta sul San Giovanni di Dio, come detto, fa il paio con quelle aperte da molte procure siciliane che hanno acceso i riflettori sulla qualità di alcune realizzazioni. Inchiesta che vede coinvolto anche il colosso nazionale della Italcementi.

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