Passa il nuovo tariffario idrico. La fumata bianca grazie al commissario ad acta.

Di Redazione Giornalisti del 20 Giugno 2012 19:38 | Pagina visualizzata 131 volte

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Cinque e più mesi di tira e molla, di assemblee dei sindaci saltate, per mancanza del numero legale. Alla fine c’è voluto il commissario ad acta, Giuseppe Taverna, nominato dalla Regione, a dare la fumata bianca al nuovo regime tariffario del servizio idrico della provincia di Agrigento. Una questione delicata per i cittadini sulla quale i sindaci dell’Ato idrico sono stati in questi mesi impegnati più a litigare ed a polemizzare che a discutere ed approvare il nuovo tariffario che sblocca finanziamenti di opere idriche per oltre 65 milioni di euro. Al dirigente regionale, nominato dal presidente Raffaele Lombardo, nella sua qualità di assessore ad interim all’Energia, sono bastati poco meno di venti giorni, anche se l’ultimatum era di trenta, per approvare l’atto amministrativo. Taverna ha operato con i soli poteri dell’assemblea dei sindaci e non già di quelli, più ampi, del consiglio di amministrazione. E oggi il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto ed il Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, che sulla questione nei giorni scorsi avevano avuto modo di polemizzare, esprimono il loro compiacimento, Non si può che apprezzare e plaudire, sottolineano, l’azione del Commissario ad acta che ha consentito di definire la vicenda della tariffa idrica. Finalmente possiamo avere una tariffa più equa e sicuramente una riduzione del costo complessivo di un servizio essenziale, quale è quello idrico e della connessa depurazione, che non può che essere apprezzata dai cittadini utenti in un momento di particolare difficoltà economica. Dunque, passa il nuovo regime tariffario, pomo della discordia per mesi e che ha paralizzato l’attività dell’assemblea, spaccata sulla questione. Un braccio di ferro che aveva impantanato l’approvazione del piano di ripartizione dei fondi, circa 65 milioni di euro, stanziati dalla Regione per la realizzazione delle condotte idriche in 16 comuni dell’agrigentino, tra cui la città capoluogo. Adesso questi fondi potranno essere utilizzati.

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