Patrimonio dello Stato i terreni di Naro, confiscati a mafiosi.

Di Redazione Giornalisti del 26 Giugno 2012 18:18 | Pagina visualizzata 109 volte

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L’avvio della procedura di sequestro, prima e confisca, poi porta la sua firma: quella di Rosario Livatino, giudice del Tribunale di Agrigento, ucciso nel settembre del 1990. Ventidue anni dopo i terreni di contrada Robadao, a Naro, sono patrimonio dello Stato. A gestirli sarà la Cooperativa Sociale “Rosario Livatino – Libera Terra”, sulla base di un progetto pilota finanziato con i fondi del Pon Sicurezza 2000-2006, promosso e sostenuto in tutte le sue fasi, oltre che dal Consorzio Agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo, presieduto da Maria Grazia Brandara. Oggi la cerimonia di assegnazione e presentazione del progetto, alla quale non hanno voluto mancare il prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati e del leader di Libera, don Luigi Ciotti. Un’occasione per ricordare la memoria e la figura di Rosario Livatino, come ha sottolineato il presidente del Tribunale, Luigi D’Angelo. Un momento di riscatto sociale ed anche occupazionale per i giovani, come ebbe a sottolineare nel 93 Giovanni Paolo II parlando agli imprenditori agrigentini.

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