"Caro Marco ti scrivo": lettera aperta di Adragna a Zambuto
Di Redazione Giornalisti del 31 Agosto 2010 09:05
“Caro Marco,
nelle scorse settimane ho seguito con grande interesse tutte le Tue dichiarazioni: appelli convinti per chi ci stava, richieste di aiuto alle forze politiche che governano per mettere in condizione l’amministrazione di trovare le soluzioni dei tanti problemi della Città.
Financo, e questo mi ha fatto enormemente piacere, una sincera ed appassionata autocritica sulla tua scelta di aderire a Forza Italia nella corrente del Ministro Alfano subito dopo la Tua elezione.
Poi in un evidente crescendo, e soprattutto coerentemente con le motivazioni da Te elencate (il mancato sostegno finanziario per consentire una migliore qualità della vita per la nostra comunità) l’allontanamento dall’On. Alfano e dal PDL, e per ultimo la nascita, promossa da Te e dal consigliere provinciale Riccardo Gallo, del Movimento Politico “Patto per il Territorio” cui hanno aderito e stanno continuando ad aderire personale politico comunale e provinciale.
A questo punto della vita politica della città, a metà del guado, credo sia opportuno fare sintesi e soprattutto traguardare gli obiettivi e valutare se il cammino che abbiamo davanti possa trovare un nuovo slancio comune per evitare una crescente disaffezione della gente per la politica e le istituzioni, consapevole come sono che è questo quello che gli agrigentini si aspettano avendo già ,con il loro voto, manifestato tutta la loro voglia di cambiamento.
Purtroppo l’impressione è che non ci sia stata una reazione positiva al Tuo appello e che quasi tutti i destinatari siano rimasti accartocciati su loro stessi, incapaci di reagire e, a malapena, in grado soltanto di autodifendersi.
Dobbiamo avere la capacità di far scomparire tutto lo scenario politico che stiamo vivendo in questi giorni, fatto di precarietà e improvvisazione, farlo tramontare, oscurare. Tutte le piccinerie vanno eclissate di fronte alla condizione di estrema gravità in cui si trova la nostra comunità.
L’orgoglio di appartenere a questa città, alla sua storia, dando ascolto ai suoi bisogni, assecondandola nelle sue vocazioni, guidandola e “usandola” per far rinascere l’orgoglio di appartenere ad un Paese dove la genialità e la creatività non mancano, ma si accompagnano troppo spesso al male dell’invidia e delle stupide contrapposizioni.
Certo, abbiamo un divario enorme da colmare, fatto soprattutto di insufficienze strutturali e culturali, ma proprio per questo era nata la Tua candidatura; per cambiare questa situazione e per sanare le insufficienze.
Tra i due modelli, contrapposti, ostinarsi a proteggere il passato o guardare avanti non c’è altra scelta da fare.
Occorre abbandonare il vecchio modello di autoreferenzialità e di pressappochismo che non ci ha mai consegnato alcuna possibilità di sviluppo reale.
Per queste ragioni, il credo che Tu debba rilanciare la sfida e riprendere le fila del discorso interrotto dopo l’elezione, partendo proprio dalle prime scelte fatte e ponendoti come esempio di come evitare gli sprechi per abbattere i costi della politica.
Questa sfida non può che ripartire da un Patto di fine legislatura che, con esclusione di chi Tu hai chiaramente indicato come responsabile delle mancate risposte alla Città, si dovrà consolidare in vista delle prossime elezioni e ti dovrà sostenere come candidato a Sindaco della Città.
Solo in questo caso la chiarezza del tuo percorso non potrà far venire meno il sostegno del Partito Democratico agrigentino alla Tua nuova Giunta con quelle persone che vorrai indicare e che avvertano il peso delle responsabilità di ciò che fanno e che soprattutto agiscano con decisione e coraggio senza tirarsi indietro quando si tratta di dare un buon esempio.
Come vedi non mi sono sottratto né all’analisi né alle proposte, ma queste ultime possono resistere solo se quello che ho analizzato risulta essere da Te condiviso.
Non mi voglio neanche sottrarre dal dare il mio punto di vista per la nascita del Patto Territoriale che, può, a mio avviso, essere considerato un avvenimento politico di tutto rispetto e che si sposa con la filosofia dell’autonomia e della libertà abbandonando i modelli del passato, le vecchie abitudini, le dipendenze.
La libertà intellettuale di confrontarsi sposando l’etica del cambiamento senza per questo abbandonarsi all’antipolitica ed all’antipartitismo.
Ognuno può contribuire a creare una società migliore, questa è la sfida ed io sono sicuro che questo movimento politico non potrà che essere alleato con il mio partito, proprio perché il PD nasce con questi presupposti di libertà ed autonomia legati al territorio ed alla legalità.
Altra cosa è l’iniziativa che Tu, insieme al consigliere Riccardo Gallo state proponendo e che io vi inviterei a non confonderle insieme.
Valuto positivamente questa iniziativa poiché può consentire di riunire attorno ad una sinergia comune enti pubblici e privati, soggetti politici e forze sociali, professionisti ed imprenditori, sinergia tesa a valorizzare tutte le lodevoli esperienze della nostra Agrigento al fine di superare questa interminabile ed incomprensibile fase di instabilità politica e dare finalmente risposte concrete ai problemi della città e della Provincia: instabilità che è anche figlia di quanto sta accadendo a livello nazionale e regionale.
Questa iniziativa che reca la modernissima dinamica del Patto Sociale lanciato da Marchionne e salutato positivamente da Raffaele Bonanni e da Emma Marcegaglia, può realmente costituire il contenitore di una piattaforma programmatica che, dopo un’attenta analisi dello stato in cui versa Agrigento ed il suo territorio, individui le concrete soluzioni necessarie al nostro sviluppo.
Infatti quello di cui c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, un Patto sociale agrigentino per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al nostro territorio la possibilità di andare avanti.
Sono favorevolissimo a questo tipo di esperienza che ricordo ebbe una buona riuscita quando da sindacalista la realizzai con tutti i sindaci della provincia, e soprattutto ricordo quella realizzatasi in occasione della venuta del Santo Padre in Agrigento.
Sarebbe un peccato sprecare ancora una volta un’occasione – forse l’ultima - per riunire le forze migliori del nostro territorio attorno ad un ambizioso progetto di rinascita della città e del territorio ”.
Caro Marco grato per l’attenzione che vorrai darmi …… aspetto risposta!
nelle scorse settimane ho seguito con grande interesse tutte le Tue dichiarazioni: appelli convinti per chi ci stava, richieste di aiuto alle forze politiche che governano per mettere in condizione l’amministrazione di trovare le soluzioni dei tanti problemi della Città.
Financo, e questo mi ha fatto enormemente piacere, una sincera ed appassionata autocritica sulla tua scelta di aderire a Forza Italia nella corrente del Ministro Alfano subito dopo la Tua elezione.
Poi in un evidente crescendo, e soprattutto coerentemente con le motivazioni da Te elencate (il mancato sostegno finanziario per consentire una migliore qualità della vita per la nostra comunità) l’allontanamento dall’On. Alfano e dal PDL, e per ultimo la nascita, promossa da Te e dal consigliere provinciale Riccardo Gallo, del Movimento Politico “Patto per il Territorio” cui hanno aderito e stanno continuando ad aderire personale politico comunale e provinciale.
A questo punto della vita politica della città, a metà del guado, credo sia opportuno fare sintesi e soprattutto traguardare gli obiettivi e valutare se il cammino che abbiamo davanti possa trovare un nuovo slancio comune per evitare una crescente disaffezione della gente per la politica e le istituzioni, consapevole come sono che è questo quello che gli agrigentini si aspettano avendo già ,con il loro voto, manifestato tutta la loro voglia di cambiamento.
Purtroppo l’impressione è che non ci sia stata una reazione positiva al Tuo appello e che quasi tutti i destinatari siano rimasti accartocciati su loro stessi, incapaci di reagire e, a malapena, in grado soltanto di autodifendersi.
Dobbiamo avere la capacità di far scomparire tutto lo scenario politico che stiamo vivendo in questi giorni, fatto di precarietà e improvvisazione, farlo tramontare, oscurare. Tutte le piccinerie vanno eclissate di fronte alla condizione di estrema gravità in cui si trova la nostra comunità.
L’orgoglio di appartenere a questa città, alla sua storia, dando ascolto ai suoi bisogni, assecondandola nelle sue vocazioni, guidandola e “usandola” per far rinascere l’orgoglio di appartenere ad un Paese dove la genialità e la creatività non mancano, ma si accompagnano troppo spesso al male dell’invidia e delle stupide contrapposizioni.
Certo, abbiamo un divario enorme da colmare, fatto soprattutto di insufficienze strutturali e culturali, ma proprio per questo era nata la Tua candidatura; per cambiare questa situazione e per sanare le insufficienze.
Tra i due modelli, contrapposti, ostinarsi a proteggere il passato o guardare avanti non c’è altra scelta da fare.
Occorre abbandonare il vecchio modello di autoreferenzialità e di pressappochismo che non ci ha mai consegnato alcuna possibilità di sviluppo reale.
Per queste ragioni, il credo che Tu debba rilanciare la sfida e riprendere le fila del discorso interrotto dopo l’elezione, partendo proprio dalle prime scelte fatte e ponendoti come esempio di come evitare gli sprechi per abbattere i costi della politica.
Questa sfida non può che ripartire da un Patto di fine legislatura che, con esclusione di chi Tu hai chiaramente indicato come responsabile delle mancate risposte alla Città, si dovrà consolidare in vista delle prossime elezioni e ti dovrà sostenere come candidato a Sindaco della Città.
Solo in questo caso la chiarezza del tuo percorso non potrà far venire meno il sostegno del Partito Democratico agrigentino alla Tua nuova Giunta con quelle persone che vorrai indicare e che avvertano il peso delle responsabilità di ciò che fanno e che soprattutto agiscano con decisione e coraggio senza tirarsi indietro quando si tratta di dare un buon esempio.
Come vedi non mi sono sottratto né all’analisi né alle proposte, ma queste ultime possono resistere solo se quello che ho analizzato risulta essere da Te condiviso.
Non mi voglio neanche sottrarre dal dare il mio punto di vista per la nascita del Patto Territoriale che, può, a mio avviso, essere considerato un avvenimento politico di tutto rispetto e che si sposa con la filosofia dell’autonomia e della libertà abbandonando i modelli del passato, le vecchie abitudini, le dipendenze.
La libertà intellettuale di confrontarsi sposando l’etica del cambiamento senza per questo abbandonarsi all’antipolitica ed all’antipartitismo.
Ognuno può contribuire a creare una società migliore, questa è la sfida ed io sono sicuro che questo movimento politico non potrà che essere alleato con il mio partito, proprio perché il PD nasce con questi presupposti di libertà ed autonomia legati al territorio ed alla legalità.
Altra cosa è l’iniziativa che Tu, insieme al consigliere Riccardo Gallo state proponendo e che io vi inviterei a non confonderle insieme.
Valuto positivamente questa iniziativa poiché può consentire di riunire attorno ad una sinergia comune enti pubblici e privati, soggetti politici e forze sociali, professionisti ed imprenditori, sinergia tesa a valorizzare tutte le lodevoli esperienze della nostra Agrigento al fine di superare questa interminabile ed incomprensibile fase di instabilità politica e dare finalmente risposte concrete ai problemi della città e della Provincia: instabilità che è anche figlia di quanto sta accadendo a livello nazionale e regionale.
Questa iniziativa che reca la modernissima dinamica del Patto Sociale lanciato da Marchionne e salutato positivamente da Raffaele Bonanni e da Emma Marcegaglia, può realmente costituire il contenitore di una piattaforma programmatica che, dopo un’attenta analisi dello stato in cui versa Agrigento ed il suo territorio, individui le concrete soluzioni necessarie al nostro sviluppo.
Infatti quello di cui c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, un Patto sociale agrigentino per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al nostro territorio la possibilità di andare avanti.
Sono favorevolissimo a questo tipo di esperienza che ricordo ebbe una buona riuscita quando da sindacalista la realizzai con tutti i sindaci della provincia, e soprattutto ricordo quella realizzatasi in occasione della venuta del Santo Padre in Agrigento.
Sarebbe un peccato sprecare ancora una volta un’occasione – forse l’ultima - per riunire le forze migliori del nostro territorio attorno ad un ambizioso progetto di rinascita della città e del territorio ”.
Caro Marco grato per l’attenzione che vorrai darmi …… aspetto risposta!