La Scala, omaggio almaestro carradore
Di Redazione Giornalisti del 16 Marzo 2009 17:15
Ha trasferito ad Agrigento, dalla sua Comiso, nel ragusano, dove da quelle parti è forte la tradizione, l’arte del carretto. Raffaele La Scala è stato un verso maestro carradore, un autentico interprete di questa bellissima forma di artigianato, un mestiere che ormai va scomparendo. Le sue sono state davvero delle opere d’arte che meritano di essere conservate, valorizzate, ma soprattutto mostrate. Da anni il figlio Marcello si batte per la creazione di un museo del carradore, ove ospitare i carretti del padre e non solo. Un mestiere, un’arte, dicevamo, che, secondo i maestri antichi, richiedeva almeno 20 anni di apprendimento. L’artigianato infatti doveva conoscere i vari legnami, saper valutare la stagionatura, intendersi di metallurgia, di saldatura e soprattutto di decorazione pittorica. E questo è stato appunto Raffaele La Scala al quale Agrigento, a pochi anni dalla morte, ha voluto rendere omaggio con un Viaggio nella Memoria che è stato un vero e proprio tuffo verso un passato che ormai non c’è più e che difficilmente tornerà. Lo spettacolo, andato in scena al teatro "Pirandello" e presentato dalla nostra Giusy Schillaci, ha ripercorso, tra musica, danza e recitazione, la vita e l'attività di Raffaele La Scala, a partire dalla sua infanzia trascorsa a Comiso per proseguire con la decisione, ancora giovane, assieme alla moglie, di trasferirsi ad Agrigento, portando con se l’esperienza lavorativa acquisita negli anni nei laboratori dove si costruivano i carretti che lo ha portato a realizzare diversi esemplari per i carrettieri di Agrigento. Un omaggio nell’omaggio, quello di Daniele La Scala, maestra di ballo molto apprezzata, nipote di Raffaele La Scala che ha voluto dedicare al nonno la manifestazione, con belle e suggestive musiche e danze che hanno accompagnato lo spettacolo. Un’occasione anche per ricordare l'attore recentemente scomparso Pippo Montalbano, che avrebbe dovuto essere la voce narrante dello spettacolo.