Prosegue la protesta dei docenti agrigentini contro la riforma Gelmini.

Di Redazione Giornalisti del 08 Settembre 2010 19:47 | Pagina visualizzata 76 volte

Manifestazione_precari_scuola_ag
Dopo il grave atto intimidatorio di ieri contro la Cgil, non si arresta la protesta dei docenti precari agrigentini. Anche oggi è proseguito il presidio davanti alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale contro i tagli della riforma Gelmini. Per i sindacati una vera e propria "Emergenza sociale in Sicilia", con la perdita  di  circa 12.500 posti, oltre 1000 in provincia di Agrigento. Tagli agli organici che gettano il seme della povertà e delle disuguaglianze sociali, accentuando, sostiene la Cgil, il divario tra nord e sud. La Cgil chiede l'apertura di un tavolo nazionale con il ministro  e il presidente della Regione Lombardo  per  affrontare le emergenze scuola in Sicilia  ed eliminare  le differenze di trattamento  tra nord e sud, previste dalla riforma. Molti i punti da trattare  come  la conferma  di  almeno  30 ore settimanali di tempo pieno in tutte le classi  e le  40 ore nella scuola dell'infanzia , un organico che garantisca il diritto allo studio dei disabili, la riapertura dei corsi e delle classi  serali,  la  messa in sicurezza delle  aule che ospiteranno,come previsto  in alcuni istituti di Licata, oltre 40 alunni. Ed intanto la rete precari scuola  di Agrigento smentisce le dichiarazioni del ministro Gelmini  secondo le quali i precari docenti e gli ATA preferirebbero l'indennità di disoccupazione ,rinunciando alle offerte di lavori previste dal decreto -salva precari-e dai progetti regionali. E martedì prossimo si riunirà la commissione   formazione e lavoro dell’Ars a cui parteciperanno rappresentanti delle  organizzazioni sindacali, dei precari ed il direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale. Il governo e l'ARS, si legge in un documento del Pd, devono far sentire la loro voce al governo nazionale per valutare  tutte le iniziative   che la regione  può assumere per mitigare gli effetti pesantissimi della riforma in Sicilia. Anche il capogruppo dell'Udc all'assemblea regionale, Rudi Maira, ha chiesto al presidente Cascio di convocare una seduta straordinaria  di Sala d'Ercole per affrontare la situazione. Quattromila cittadini siciliani precari  da oltre 15 anni ,  afferma  Maira- rischiano il posto di lavoro  a causa dei tagli indiscriminati previsti dalla riforma.

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