Piano casa, approvato l'articolato, martedì il voto finale

Di Redazione Giornalisti del 04 Marzo 2010 17:43 | Pagina visualizzata 15 volte

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Piano casa, via libera all’intero articolato. Il voto finale al disegno di legge è in programma martedì prossimo. Ma ieri sera, a Sala d’Ercole, il governo Lombardo ha rischiato grosso. Una seduta caotica con i deputati dell’opposizione, Pdl e Udc, che, ad un certo punto, hanno abbandonato l’aula per protestare contro un emendamento del governo che prevedeva la delocalizzazione delle abitazioni dalle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità. Una vergogna che favorisce gli abusivi, ha tuonato il capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha difeso il provvedimento, sostenendo che saranno i Comuni ad individuare gli edifici situati nelle zone con vincoli di inedificabilità e le aree edificabili dove ricostruirli. Ma alla fine vista l’aria brutta che tirava in aula, il governo ha ritirato la proposta. Contrario anche un deputato del Mpa, Cateno De Luca, quello che due anni fa improvvisò uno strep tease a Palazzo dei Normanni per protesta contro l’allora presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che secondo indiscrezioni starebbe per lasciare il partito del presidente, come fece allora. Alla fine, dunque, approvato, sia pure a fatica, l’intero articolato del disegno di legge che prevede ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni non solo per le abitazioni, ma anche oer le attività artigianali e industriali nelle aree gestite dai Consorzi Asi e nelle aree D. La norma, contenuta in un emendamento del governo e varata dopo un lungo e animato dibattito in aula, esclude invece le attività commerciali di qualunque dimensione, le strutture alberghiere e turistiche. Gli incrementi potranno essere del 15 per cento e del 25 in caso di demolizione e ricostruzione. Il limite cresce di un ulteriore 10 per cento con l'utilizzo dei pannelli fotovoltaici. Diverse le reazioni. Critico l’Udc con Rudy Maira secondo cui il piano casa è stato stravolto ed ha perso lo spirito iniziale. Da parte sua Giulia Adamo del Pdl Sicilia attacca il Pdl ufficiale, ‘lealisti’ ai propri interessi, conclude, e sempre meno a quelli della Sicilia. Ma il governo è atteso ad altre dure prove d’aula: su tutte riforma degli ATo e bilancio e finanziaria.

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